Chiara Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920. Durante il fascismo vive anni di povertà: il padre, socialista, perde il lavoro a causa delle sue idee. Per mantenersi agli studi, Silvia (il suo nome di battesimo: assumerà poi quello di Chiara, affascinata dalla radicalità evangelica di Chiara d’Assisi) dà lezioni private. Nel 1939, partecipando a Loreto a un corso per giovani di Azione cattolica, la Lubich intuisce la sua vocazione: una riproduzione della famiglia di Nazaret, una nuova vocazione nella Chiesa, e sente che molti avrebbero seguito questa via. Il 7 dicembre 1943, sola in una cappella, fa la promessa di donarsi a Dio per sempre. Questa data è considerata l’inizio del Movimento dei Focolari. Dopo i tragici fatti della rivoluzione ungherese del 1956, Chiara raccoglie l’appello di Pio XII, che chiede che il nome di Dio ritorni «nelle piazze, nelle case, nelle fabbriche, nelle scuole», facendo nascere i “volontari di Dio”, persone adulte impegnate nei più diversi campi con l’intenzione di riportare Dio nella società. Nel 1962, Giovanni XXIII dà la prima approvazione al Movimento; tuttavia gli statuti verranno approvati solo nel 1990 da Giovanni Paolo II. Nel 1964 Chiara è ricevuta per la prima volta in udienza dal Papa, allora Paolo VI, che riconosce nel Movimento un’”Opera di Dio”. Da quel momento, si moltiplicano – con Paolo VI prima e Giovanni Paolo II poi – udienze private e pubbliche, e gli interventi in occasione delle manifestazioni internazionali. Chiara Lubich, sempre nel 1964, fonda la cittadella di Loppiano nelle colline del Valdarno, presso Firenze, prima di una serie di cittadelle in vari Paesi del mondo, dove l’obiettivo è vivere la spiritualità dell’unità a tempo pieno in tutti gli aspetti della vita.

Nel 1966 dà vita al Movimento Gen (Generazione nuova), rivolto ai giovani. Nel 1991 visita il Brasile e, colpita dalla miseria delle favela, lancia l’”economia di comunione”, prospettando una nuova teoria e prassi economica basate anche su una diversa distribuzione degli utili (un terzo per lo sviluppo dell’azienda, un terzo ai poveri, un terzo alla formazione dei membri del Movimento). Partecipa, in Vaticano, a vari Sinodi dei vescovi: per il XX anniversario del concilio Vaticano II (1985), sulla vocazione e missione del laicato (1987) e sull’Europa (1990 e 1999). Chiara è nominata consultrice del Pontificio consiglio per i laici (1985). Dal 1997 al 1998 si dedica ad aprire nuove prospettive per il dialogo interreligioso. È la prima donna cristiana a esporre la propria testimonianza in un tempio a Tokyo, di fronte a 10.000 buddhisti, e quindi in Thailandia a monache e monaci buddisti. Qualche mese dopo, nella storica moschea Malcolm X di Harlem, a New York, parla di fronte a 3.000 musulmani afroamericani e in Argentina alla comunità ebraica di Buenos Aires. Nel 2001, infine, va in India: si apre una nuova pagina nel dialogo del Movimento con il mondo indù.Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, il premio Templeton, a Londra, nel 1977, per lo sviluppo della religione; a Parigi, nel 1996, l’Unesco le conferisce il premio per l’Educazione alla pace. Nel 1998 a Strasburgo riceve dal Consiglio d’Europa il premio Diritti umani. Ha ricevuto diverse lauree honoris causae cittadinanze onorarie in Italia (tra le altre Roma, Milano, Torino, Palermo, Genova, Firenze, La Spezia, Rimini, Bra, Santa Maria Capua Vetere, Pompei, Incisa in Val d’Arno, Osimo, Rovigo, Rocca di Papa) e all’estero. Nella notte del 14 marzo 2008, Chiara Lubich conclude a 88 anni il suo viaggio terreno nella sua abitazione di Rocca di Papa (Roma), dove era rientrata, per sua espressa volontà, dopo il ricovero al Policlinico Gemelli.

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