Cosa significa essere Artista per un Mondo Unito ? Provare a respirare nell’espressione della propria arte il dialogo vitale che nasce dalla spiritualità dell’Unità. Come scriveva Chiara Lubich:

“L’arte è saper trasfondere in un dipinto, in una scultura, in un’architettura, in una musica […] qualcosa di quel che nell’anima non muore. Un’opera d’arte è resa così eterna da questo qualcosa, per cui pur passando gli anni, le mode, i metodi; pur progredendo la tecnica; pur moltiplicandosi le scoperte, quell’opera resta, perché ha un’impronta immortale, divina. […] Basta comunque che l’artista trasfonda nell’opera l’anima sua e l’anima dell’artista, anche se incredulo o ateo, è sempre immortale. L’anima è immortale perché è una, ed è qui, credo, la prima causa dell’opera d’arte. Se contenuto della filosofia è il vero, dell’arte è il bello. E il bello è armonia e armonia vuol dire Altissima Unità. Ora chi saprà comporre  in armonia i colori e le parti di una pittura, se non l’anima dell’artista che è una ad immagine dell’Unità di Dio che l’ha creata? E’ l’anima umana, riflesso del Cielo, che l’artista trasfonde nell’opera.”

Chiara continua poi con una logica sconcertante, mirabile:

“L’artista è forse il più vicino al santo perché se il santo è tale portento che sa donare Dio al mondo, l’artista dona, in certo modo, la creatura più bella della terra: l’anima umana.”

Quest’arte è ancor più varia e luminosa se, in grado di fondere differenti culture e usanze, riesce a donare fantasia ed essere espressione del bello! Per un artista cristiano il bello per eccellenza è lo specchio di Dio. Infatti Chiara agli albori del Movimento, ancora scriveva:

“Gridare con la vita, con le parole, con le arti che Dio è bellezza e non solo Verità e Bontà: questa è sempre stata la passione del movimento sin dall’inizio.”

Sulla base di questo un artista non può e non deve tenere dentro di se quello che la sua anima vuole esprimere, è fondamentale anzi sia riconoscente per il dono che ha ricevuto diffondendo la bellezza della sua arte e portandola nel mondo intero. Nelle parole di Chiara è racchiuso, ancora una volta, il senso di alcuni artisti che si impegnano in dialogo :

“[…]un dovere da parte degli artisti, la riconoscenza.  La riconoscenza a Dio di quello che sta facendo attraverso di voi, senza magari che voi lo sappiate, senza magari che voi lo conosciate Dio, senza che magari voi non crediate in Lui.  Ma qui c’è qualcosa di superiore, è inutile dirlo, c’è qualcosa di superiore, che meraviglia, che fa pensare, che fa essere grati a Dio per questo che sta succedendo, capite come? Questa sola idea volevo dirvi. E allora mettersi a posto prima di tutto con Lui e lasciar che siate voi gli strumenti suoi per parlare di eternità al mondo, perché come sappiamo la vita non è tutta qua, c’è anche l’altra vita, c’è l’eternità che noi non sappiamo com’è, ma sarà stupenda. Io so che lì ci saranno danze, poesie, musiche, di là.” 

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